Tornare a parlare di Resistenza, invitare i cittadini, i partiti, gli studiosi, il mondo dell’informazione a passare qualche giorno o solo qualche ora “in valle” è un modo per chiedere attenzione per la montagna, un paesaggio da tempo ferito e in via di dissoluzione. Qui, in queste valli, la Resistenza, pur nel contesto drammatico di una guerra feroce, ha assicurato la capacità produttiva della popolazione locale necessaria ad ospitare e sfamare migliaia di sfollati. Grazie alla Resistenza, una popolazione giovane di ribelli e renitenti si è trasformata in un piccolo esercito responsabile, capace di presidiare militarmente e moralmente un territorio fino ad allora sconosciuto. Qui in passato -è il messaggio che viene dai partigiani- sono state immaginate e fatte cose importanti per i tempi a seguire.

Parlare di Resistenza è il compito che s’è dato la sezione ANPI Valborbera, fondata a dicembre del 1984 da Giambattista Lazagna, il partigiano “Carlo”, e da una quindicina di suoi compagni partigiani. A partire dal 1986 convegni, manifestazioni, edizioni di libri e mostre sono stati organizzati nelle “valli partigiane” -Scrivia, Trebbia, Borbera, Curone, Staffora e limitrofe. Lo scopo: mettere il ricordo e l’esperienza partigiana al servizio delle necessità e dei problemi della vita di oggi. 

La montagna, è il messaggio di Carlo e dei suoi compagni, ha ancora bisogno di Resistenza, forse di più che in passato. 

 

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